Non si può fare affidamento sulle parole, questo è tutto. In certi momenti, quando guardi qualcuno che ti ha detto una cosa che avevi messo da parte, convinto che fra voi avesse un qualche valore, e t’accorgi che manco se la ricorda, quella cosa, allora pensi che è proprio meglio che lasci perdere e che non ci pensi proprio più.

(Fonte: solosepensi)

Cucine bellissime.

Cucine bellissime.

Mancata meccanica-parte I

Ma dico io…se si blocca lo sterzo, prima di portare la macchina dal meccanico, documentati.
Sarà un problema mio che provo ad aggiustare sempre le cose.

E comunque io avrei cominciato controllando le saldature sul motorino.

Nulla è più difficile per un uomo della rinuncia ad un piacere già provato una volta. In realtà non possiamo mai rinunciare a qualcosa, possiamo solo sostituire una cosa ad un’altra.
Il rumore della mia carne che scivola nella sua, quello è davvero terribile. Italia non c’è, la sua carne è vuota. Ora le peso dentro, come un amore morto.
Io sono forgiato in una maniera che passo l’indomani a domandarmi se è vero quello che oggi per me è sicuro come la morte.

(Fonte: depresifquotefr)

Potremmo essere in giro a passeggiare in una città qualunque, col caldo, mano nella mano e io dovrei accorgermi del tuo sorriso triste e allora darti un bacio o prenderti il viso e farti fare una smorfia che mimi la gioia. Sorrideresti e il mio desiderio di felicità per te sarebbe compiuto.
La verità è che i tuoi sorrisi tristi a me piacciono, perché a te stanno bene, perché li sai trattare, li sai adoperare e mettere in fila senza che rompano le righe. Se lo facessi io sarei penoso.
Questo è il punto: faccio pensieri e desidero cose nuove. Non importa cosa so. Per la prima volta, non importa.
Non so da dove vengono o come si chiamino e non potrei spiegarle a nessuno eccetto te, con un po’ di tempo, con un po’ di pause, con quei silenzi che non saprei riempire, all’inizio.
Ma potrei imparare.
Sono un pessimo romantico, lo ammetto. E’ per questo che non sono riuscito a farti innamorare. Lo so che è così.
Ho immaginato che potessi bastare io, con i miei modi normali e l’aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine.
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. E’ l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.

E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?

Io non lo so se sia il destino oppure il caso ma in questi tempi così ostili e incerti mi prende l’innocente e un po’ ambizioso proposito di amarti.

Anonimo ha chiesto: viene spontaneo dire...e levate a camisella.... :D

A cammesella, gnernò, gnernò!

(Era una vita che non l’ascoltavo!)

Troppo presto, per me; o troppo tardi: i sogni sognati troppo a lungo, io ero impreparato a viverli.

Anonimo ha chiesto: a chi è concessa tutta quella grazia?

A nessuno, eccetto lo specchio!

C’è un sacco di gente che non è felice ma non ha il coraggio di rimediare a questa situazione.
In fondo il fatto che ci sia qualcosa resta pur sempre una certezza: quella di avere comunque qualcosa tra le mani.

Noi amiamo sempre, malgrado tutto;
e questo “malgrado tutto” copre un infinito.